Una recente statistica dell'Istat ha affermato che meta' dei cittadini italiani e' in possesso di un titolo di studio non superiore alla
terza media (
leggi l'articolo). Questo dato sconfortante crea un sospetto ma inevitabile parallelismo con la distibuzione elettorale della popolazione italiana : meta' degli italiani ha la terza media cosi' come meta' degli italiani ha votato per un personaggio che e' entrato in politica esclusivamente per salvarsi dalla
bancarotta e dalla
galera. Potrebbe trattarsi di un caso cosi' come la massa di sotto scolarizzati italiani potrebbe essere equamente ripartita fra i due blocchi che attualmente costituiscono la scena politica nazionale, tuttavia lo stesso idolo di costoro,
Silvio Berlusconi, ha dichiarato che il suo elettorato e' "
un bambino di dieci anni, neanche troppo intelligente". Ad ogni modo questi bambini neanche troppo intelligenti hanno compiuto il loro capolavoro consegnando l'Italia per la terza volta a Silvio Berlusconi il quale non ha perso tempo a comporre un governo (
leggi la composizione del governo) che garantira' a questa sciagurata nazione altri cinque anni di finanza creativa, oscurantismo mediatico e patetiche gaffes all'estero. Si pensi al presidente del senato
Renato Giuseppe Schifani, avvocato nel ramo del recupero crediti e fondatore della societa' Siculabrokers : come ha giustamente sottolineato
Marco Travaglio (
leggi il post di "Voglio scendere"), come puo' un uomo privo delle necessarie competenze politiche ma in compenso generosamente dotato di amicizie nell'ambito della mafia essere la seconda carica dello stato ? Ma nell'Italia del berlusconismo i fatti perdono la loro importanza, sotterrati come sono dalle querule polemiche mediatiche che investono i pochi giornalisti ancora intenzionati a fare il proprio mestiere. Fra un mafioso e un giornalista che denuncia il mafioso, nell'Italia che gli elettori di Berlusconi vogliono e' il giornalista ad essere il mascalzone. Leggendo la squadra di governo che reggera' le redini della nazione per cinque anni c'e' da rabbrividire. L'Italia e' l'unico paese al mondo ad avere un ministro degli interni come
Roberto Maroni, il quale non molti anni fa si proponeva di tornare alla Lira. Provate ad immaginare cosa vorrebbe dire acquistare il petrolio a 127 dollari al barile con la Lira : chiunque sa che sarebbe un suicidio economico. Tutti, tranne il nostro ministro degli interni. Abbiamo un morto che cammina (
Umberto Bossi) alle riforme, indice di quanta importanza questo governo riponga nelle riforme. Abbiamo un personaggio per il quale la lingua italiana non dispone di alcun aggettivo appropriato (
Roberto Calderoli) alla "semplificazione delle leggi" : come ha sempificato la legge elettorale lui, nessuno sarebbe riuscito. Abbiamo
Sandro Bondi ai beni culturali : forse la scelta e' caduta su di lui per le pregevoli poesie che compone e pubblica su Vanity Fair. Abbiamo un ministro dell'ambiente (
Stefania Prestigiacomo) che prima di entrare in politica gestiva l'azienda di famiglia COEMI che opera nel settore petrolchimico siracusano. Abbiano una soubrette (
Mara Carfagna) alle pari opportunita' : chi meglio di una bellissima ragazza che e' passata senza soluzione di continuita' da "Domenica In" al parlamento puo' incarnare lo spirito della parita' fra uomo e donna ? Abbiamo un ministro degli esteri (
Marco Porcio Frattini) che ha chiesto a Google (suscitandone peraltro la grande ilarita') di rimuovere dal suo motore di ricerca la parola "bomba" per paura che qualche terrorista fai-da-te trovi il modo di realizzarne una. Con una squadra del genere l'Italia non potra' non fare tanta strada : in verticale e verso il basso, nel baratro nel quale il creativo della finanza
Giulio Tremonti ci trascinera'.
Colona sonora del post :
Raw Power - "
Don't let me see it"